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...Solitary Ground......If I try, can I find solid ground?...
June 12 ***Modigliani & Divagazioni sul mondo.****E' da tanto che non scrivo. Non ero morta, non ho provato disinteresse verso la mia terra solitaria. Ho avuto un blocco mentale. Più che altro non so più distinguere cosa sia opportuno scrivere in un blog e cosa no, essendo di dominio pubblico. Non voglio tormentare anime. Non che abbia oscuri segreti e conoscenze, s'intende. *
Sarà che sono stanca, stanca di tutto. Sarà che ho aperto gli occhi sull'inutilità della vita che noi tutti viviamo, cullati da una forzata "sicurezza" da parte delle nostre m a d r i Etica e Morale popolare e dal nostro p a d r e Stato. Sarà il ciclo mestruale.
Il fatto è che la maggior parte della gente non ha voglia di reagire. Non ha voglia di reagire perchè non ha la forza di immaginare un mondo meno idiota. Non ha la forza di immaginare perchè tutto quello che ci viene detto di fare ci sfinisce. Pensiamo tutti in un'ottica che non ha orizzonti, delimitata da confini che si possono toccare, ma che ci vengono resi irraggiungibili, da idee raggomitolate su se stesse.
Mi sento un pò come Joan che guarda pian piano l'autodistruzione del suo Modì. Io guardo me & il mio rapporto col mondo.
Vi chiedete mai ogni volta se sia veramente utile fare qu ello che state facendo, a cosa vi servirà e se ne valga davvero la pena? Vi domandate mai se quello che fate vi porterà mai alla serenità e alla soddisfazione personale?
Sprangate, litigate, incazzature, discussioni, chicchierate, risate, baci.
Lavoro.
Tutto è sempre un lavoro. Un lavoro con, per e a causa degli altri. E noi? Chi ci cura, chi ci lecca le ferite della giornata? Madri, amici, consorti? Le persone possono riempire i vuoti dell'anima, ma non ricucire gli squarci dell'essere.
Ora sto scrutando, sto studiando tanto, perchè voglio capire cosa dovrò fare del mio malconcio essere. Non voglio che me lo imponga nessuno.
Nei miei panni ora ci si sente un pò come un quadro. Sembra quasi vivo, tutti lo guardano, c'è chi ne rimane estasiato e chi invece arriccia il naso. Chi starebbe ore a guardarlo, in sua compagnia, e chi gli passa accanto frettolosamente senza dargli peso più di tanto. Il quadro sta lì, guarda le persone, con degli occhi attenti, statici, fissa ogni cosa che gli viene posta davanti. Il quadro seleziona, si apre solo con l'anime con cui va d'accordo rivelando le sue vere intenzioni comunicative, rivela loro i colori dell'anima. Si chiude a riccio verso gli scettici, dietro pennellate frettolose e imprecise, dietro corpi sproporzionati. Il quadro giudica e sentenzia silenziosamente.
* Oggi io sono un quadro. Muta, osservo e aspetto un segnale dal mondo, o da me.*
Ma il quadro dice sempre qualcosa che nessuno ascolta. Il quadro sorride e li sfida: "Ecco, quello che voi guardate è tutto quello che ho, tutto quello che sono; ma siete sicuri che voi sappiate realmente v e d e r e ?" January 19 ...:::***Why?***:::...Perchè bisogna affrontare i propri problemi? Perchè bisogna parlarne?
Perchè si deve essere forti?
Perchè si deve crescere?
Perchè non si è liberi?
Perchè non si vive mai come si vorrebbe, perchè siamo sempre insoddisfatti?
Perchè pensiamo? Perchè ci deprimiamo?
E se io volessi buttarmi per strada e lasciarmi andare, sarei completamente libera di farlo?
Chi ci impedisce di vivere al massimo?
Come si può sfruttare completamente il tempo?
Dove si va? Dove si arriva?
Quand'è che cessiamo di esistere? Quando cominciamo a vivere?
Perchè ci rialziamo sempre? Perchè non ci si rialza più?
Cos'è la verità?
Perchè ci sono linee che dividono le cose giuste dalle cose sbagliate?
Cos'è giusto? Cos'è sbagliato?
A cosa servono la soggettività e l'oggettività?
Perchè abbiamo paura di morire?
E se fermassi la mia vita e la vivessi a modo mio, il mondo mi escluderebbe?
Come funziona l'instinto?
Quali sono i segreti della gente, i loro sogni, i loro pensieri?
Perchè non prendo un aereo e parto? Perchè non compio delle pazzie?
Cosa ci attrae nelle cose che ci piacciono? Perchè ci piacciono?
Cosa cerchiamo?
Come si raggiunge la completezza?
Perchè non si può essere felici?
Cos'è che sbagliamo? Cos'è che non accettiamo e che ci fa diventare pazzi?
Perchè Dio, se esiste, non ci da un segno?
Perchè abbiamo paura degli eccessi?
Perchè nasciamo, viviamo, moriamo da soli e soffriamo per questo?
Siamo instabili perchè andiamo contro la nostra natura?
Qual'è la nostra natura? Perchè non l'accettiamo?
Perchè l'uomo deve fare sempre la differenza?
Siamo esseri autolesionisti?
Cosa sono le emozioni? Cos'è la curiosità?
Ma noi esistiamo? Dove esistiamo?
Chi possiede le risposte?
Chi possiede le domande?
Ma esiste davvero il dubbio? Esiste una domanda?
Quanto potere ha la forza di volontà?
E qui giace la volontà che non muore,
Chi conosce i misteri della volontà e della sua forza?
Perchè Dio non è che una grande volontà che pervade
ogni cosa per la natura stessa della sua intensita.
L'uomo non si arrende agli angeli, nè completamente alla
morte, se non per la debolezza della sua misera volontà.
Joseph Glanvill
Rivolto a chi ha risposte.
Ma che forse, non conosce le domande.
December 27 ***Stop***Secondi, minuti, ore... Come passa tutto, così in fretta.
Il 6 gennaio saranno già passati 16 anni...16 anni turbolenti e malandati. E sono volati via. Causa il tempo.
E' tutta la vita che corro dietro all'interminabile.
Corro, corro dietro ai miei obiettivi, agli amici, alla musica, allo studio; cerco di raggiungere me stessa.
Ma viaggiando tra l'anime disperate di questo purgatorio, enormi braccia mi ostacolano, mi abbracciano, mi trattengono mentre io ho bisogno di fuggire e rincorrere, mi urlano supplichevoli aiuti che mai potrei dare.
Ed una visione sempre più lontana e sfocata del mio mondo si insinua tra i miei occhi di lacrime.
Il tempo scorre, passa davanti come una metropolitana, un autobus; gli ansimi dietro, cerchi di raggiungerlo, sperando di resistere fino alla prossima fermata.
Ma il tempo non si ferma mai per darti una mano.
Il tempo deplorevole, il tempo infimo, avvolto nell'ombra, col suo freddo ghigno e il suo agghiacciante sguardo di di sufficienza.
Il tempo, girandosi ride di te, si sbellica. Gode, osservando la tua impotenza. Il tempo, demolitore di storie e memorie, creatore di disperate angosce, eterno nemico del futuro.
Il tempo, che ha come fedele amica la morte.
Gli anni si trascinano l'un l'altro.
Si corre...Corre...
Tra dolori lancinanti, tra ferite ancora aperte, con una stanchezza infinita che ti piomba improvvisamente sul cuore, con l'unico desiderio di farcela, di non lasciare incompiuto tutto.
Finchè, esausti e morenti, non si cade, lasciando marcire determinazione e speranza. Affondando, sempre più giù...
![]() Oggi però non cado.
Mi fermo un attimo. Riprendo fiato. Lascio scorrere tra le vene nuove sensazioni.
Respiro aria fresca, rilasso i polmoni. Curo le ferite.
Oggi spengo il cervello. Oggi vado a suonare la chitarra al parco. Se fa troppo freddo andrò sotto le gallerie della metro.
Oggi non faccio progetti, non penso al mondo che mi circonda. Voglio alberi, vento, suoni, note. Voglio vita vera intorno a me.
Il tempo così si girerà, mi guarderà, ma non più con aria di sufficienza. Capirà che oggi non ho voglia di lottare con lui.
Sorriderà, addolcirà lo sguardo...
Il tempo oggi sarà mio amico, si siederà sul prato insieme a me, canterà. Mi sussurrerà sagge parole.
Lascerà per qualche minuto la sua marcia,, abbandoneremo la nostra corsa infinita per un attimo, e tutto il resto del mondo si bloccherà. Stop.
Oggi il tempo mi darà ascolto, perchè per una volta, invece di ascoltare solo le mie ansie, io darò ascolto a lui.
La sua corsa è solo uno scappare dalla nostra ingordigia.
Maledetto sia l'uomo.
La vita è solo un pensiero lento sussurrato al tempo.
December 20 ***It Hurts***Ok, basta. Sono incazzata. Ne ho fin sopra i capelli.
Quei pochi stronzi che leggono qua si chiederanno il perchè, o forse, appunto perchè sono stronzi, se ne fottono altamente. Bè, andatevene tutti a fanculo.
Ne ho abbastanza di tutto. Ne ho abbastanza di tutto questo falso perbenismo e tutto questo non voler infrangere le regole perchè altrimenti ci si complica la vita. Ma porco dio, complichiamocela la vita, no? E' una sola, tanto vale occupare i giorni. E io mi ci metto nel mucchio. Sono una povera idiota che cerca di trovare sempre un significato ad ogni cosa. Ho una curiosità maniacale verso tutto. Voglio sempre razionalizzare tutto. Perchè, come ho scritto nell'intervento precedente, io voglio la perfezione. O così o niente. Pensavo e penso tutt'ora che la perfezione sia la vera libertà, ma il percorso che bisogna fare per raggiungerla è più complicato di quanto pensassi. Perchè mi è impossibile uscire dalla mediocrità della sedicenne imposta da questo cazzo di mondo. A tutti fa comodo che sia così.
Sono imprigionata in una scuola del cazzo. Una scuola che crea persone tutte uguali, con più o meno lo stesso livello di cultura, nè troppo bassa per lamentarsi, nè troppo alta per riuscire a farci capire che ci tengono tutti per le palle e, quindi, ribellarci. Una scuola che sta uccidendo tutti i miei sogni, perchè ruba tempo al mio futuro. E lo sapete cosa mi manda veramente in bestia? La "risposta tipo" della gente.
Perchè quando tu ti chiedi a cosa serve fare materie delle quali ti ci pulirai il culo quando uscirai da lì, la gente-tipo (proprio perchè è -tipo), non usa il cervello e si chiede il perchè di quella domanda, no, pensa solo che tu non abbia voglia di studiare. E dice cose tipo: "ma lo sai quant'è importante la cultura?" "Lo so, ma devi farlo, altrimenti ti ritroverai a fare il disoccupato a vita...". O magari ti capita della gente che proprio non capisce e si incazza. [Si bè, ora lo dico perchè comincio a fottermene del giudizio della gente, e mi sono stufata di tenere tutta questa merda dentro e scoppiare a comando. Chiunque si senta chiamato in causa, è perchè ha la coscienza sporca.] Bè, quella è la gente che detesto maggiormente, la gente incapace di ascoltare, egoista e schifosamente narcisista. La odio. [E badate a non fare il ragionamento-tipo "eh però tu avevi proprio detto di essere così nell'altro intervento", perchè allora non avete capito un cazzo. Non è che se un aggettivo è lo stesso allora la persona è egualmente stronza, ok?]. Sono persone orrende quelle che credono di avere tutte le risposte ai tuoi problemi e te le sventolano sul naso come se fossi una povera idiota. Semplicemente all'epoca non si era capito che in realtà non era la scuola che volevo cambiare, ma l'idea su di essa...Pazienza. Ho solo avuto un ulteriore dimostrazione dell'imperfezione. E me la sono lasciata altamente alle spalle, e anche con un sospiro di sollievo. Le imperfezioni vanno cancellate.
Bene.
Odio. Odio me stessa perchè mi impongo troppe fottute regole da seguire, e nessuno può immaginare quanto sia difficile per me andare contro alcuni miei principi e scrivere questo su un blog. Odio dover ammettere che ho perso, che ancora non riesco a razionalizzare i miei sentimenti. E la mia incazzatura scritta fra queste righe ne è la prova. E allora penso: a fanculo, ma perchè devo complicarmi la vita per delle cazzate, e non complicarsele quando ce n'è bisogno, per ribellarsi? Oppure perchè non mollare definitivamente tutte le mie ossessioni e vivere tranquilla come tutti?
Ma poi mi dico che io non porto mai a termine nulla. Per una volta vorrei farlo. Ecco perchè oggi sono scoppiata e ho fallito miseramente ma non mi rassegno. Finchè non troverò altre risposte. Sempre che la prigione che è la mia vita me ne dia la possibilità.
E poi perchè vivere come tutti? Vivere nell'ignoranza, senza sapere che tutti i limiti che ci imponiamo ci sono stati inculcati consciamente o inconsciamente dal potere, dalla paura, e dal rispetto di una misteriosa "superiorità". Io vorrei tanto essere in grado di non rispettare nessuno.
Non vivere come tutti, in fondo è questo che volevo. In fondo io volevo riuscire a vedere cose solo un pò più al di sopra degli altri. Ma andando troppo in alto (o troppo in basso, dipende dai punti di vista...) poi non riesci più a ritornare da dove eri venuto. E non credevo di trovarmi sola quassù.
Più tenti di liberarti e più diventi un fottuto schiavo.
E, come dice Giulia, brucia.
L'unica cosa che mi tira su in questo periodo è Arianna Cerrone... November 29 ***Double Personality***Nella mia vita ho sempre creduto di essere destinata a fare cose fantastiche in futuro, e ovviamente ancora lo credo. Probabilmente sarà così, anche se non so quali saranno. Ah sì, Arianna? E tu credi realmente che il mondo stia aspettando te e le tue minchiate? Credi che a qualcuno fregherebbe qualcosa di te? Povera illusa.
La frustrazione che rosicchia piano piano i pensieri. Si infiltra, lei, la consapevolezza marcia in persona, fra le pieghe dei pensieri, venendoti a dire che non sarai mai abbastanza intelligente, mai abbastanza sveglia e che non avrai mai le risposte che cerchi. E cosa dovrei dirti? Che sei l'unica ragazzina che spera di avere un minimo di talento in qualcosa? Ci sono centinaia di persone che sanno fare meglio di te. Tutto. Io non sarò mai soddisfatta, non è nel mio carattere. E' che mi ascolti troppo, più che altro, e fai bene. Non sono soddisfatta di nessuno e di nulla, mai. Voglio sempre di più, "Finchè non rimane una cosa sola da sacrificare: la pelle". e a causa di ciò rimango sempre e profondamente delusa, senza riuscire mai a perdonare. Già so che non mi basta una vita per riuscire a diventare quello che vorrò essere. La gara è con me stessa, ed è già in corso una disperata lotta contro il tempo. Sveglia cara, è una battaglia già persa in partenza, non arriverai mai al traguardo. ma se non sfidi le cose impossibili, cosa ti rimane da fare? Le persone deboli di solito sono quelle che danno più soddisfazione cara, e l'hai già testato.
Persiste in me un senso di rabbia scaturito dall'ignoto. O da me. L'ignoto che la vita di tutti affronta ogni giorno.
E' per questo che io penso alla mia vita come ad un foglio bianco, che di però puro e semplice non ha proprio nulla.
No, la mia vita è diversa. La pagina è bianca perchè ci sarebbero talmente tanti progetti da scrivere, che ancora sto pensando a come riuscire ad inserire tutto accuratamente e nel modo giusto. La verità è che hai solo un gran casino in testa. C'è incertezza fra le prime righe scritte con la matita, ma si procede lentamente perchè tutto dev'essere perfetto. Non si accetta che qualcosa venga lasciato all'instintivita. L'instintività è segno di immaturità e debolezza.
La pagina è bianca, ma non è vuota. Schizzi di inchiostro, pieghe sui bordi, strappi agli angoli, scarabocchi... I segni che la gente ha lasciato. I segni della vita, delle esperienze, delle cazzate, della saggezza. Bastardi, e pensare che una volta quella pagina era liscia e immacolata...
Una pagina che se ne sta lì, vuota e fredda, che sembra non abbia nulla da dire. Ma come ci si sbaglia.
In quel vuoto immenso c'è l'immensità tipica dei pensieri pesanti. C'è il rifiuto nell'accettare la superficità presente nella perfezione, ma al tempo stesso l'ossessiva venerazione e ricerca di essa quando assume il significato più profonfo e puro; il voluto distacco nei confronti delle persone. La mia testa ormai è abituata a reprimere il mio carattere difficile e la mia indole ansio-depresso-nevrastenica, perche si rifiuta di reggere tutto lo stress. E così sono nati i miei momenti di puro distacco con la realtà, quando niente ti tocca, perchè niente al di fuori di te è inconfondibilmente reale. Cara, non stai diventando forse autistica? Lo sai che fa male estraniarsi dal mondo? Anche perchè poi ci sarei solo io a farti compagnia, e impazziresti sul serio...
Perchè in fondo sono sempre le emozioni a distruggerci. Nessuno sembra comprendere che l'emozione è un qualcosa di prettamente personale, che nulla ha a che fare con la persona che si ama o si detesta o per la quale si prova una qualsiasi sensazione. L'emozione è la più deliziosa forma di egoismo che possediamo, e per la quale perdiamo la testa. Dire "ti amo" equivale a dire "sono felice PER ME", perchè non esiste in realtà un'emozione che ci leghi agli altri, ma solo un'emozione che lega ancor di più a noi stessi e alla nostra sensibilità. Avere la capacità di legarsi all'emozione in sè, e non alla persona che la scaturisce, che è solo uno strumento. Questo è il ragionamento tipico delle macchine, come puoi essere così?
La mia distorta visione della vita a molti non piace. Presente. Egocentrica, cinica, egoistica, megalomane, crudele, disperata, malata. Ma è così. E' solo guardando tutto in questo modo che si riesce a vivere nell'appagante consapevolezza di essere in grado di poter razionalizzare le proprie emozioni nei confronti della gente, poichè esse non sono reali. Solo così si potrà dare il giusto peso alla propria vita, perchè si riesce a guardarla obiettivamente, con la razionalità di chi non è coinvolto dalla parzialità, e con la freddezza giusta tale da fare le più grandi pazzie. Farai una brutta fine, cara.
Io ci sto lavorando. E tu?
September 15 ***Merçi***Prima mi trovavo spaparanzata sul divano, intenta ad analizzare qualche mio ricordo nascosto nella speranza di trovare qualcosa da raccontare, qualche evento della mia stupida vita da poter rendere importante agli occhi di qualcuno...
"Bè, in questo periodo ce ne sono stati parecchi, ma non starò qui a raccontarli..."
Pensavo, con l'mp3 alle orecchie. Poi mi sono alzata e mi sono messa a scrivere qui. Sono stata una stupida a non pensare alla mia ragione di vita...A non dirle grazie, almeno una volta, come si deve. La mia ragione di vita...
![]() ...Uno dei motivi per cui mi trascino ogni giorno da un posto all'altro, soffocata dai ritmi disordinati di Roma, e sopravvivo.
Un motivo che non mi ha mai abbandonata, nè tradita, un qualcosa di invincibile, che depura l'anima.
Sì, l'ho odiata una volta, e ancor prima mi era indifferente, ma alla fine lei mi ha trovata, ha trovato un compromesso con me, e ora la amo. Un amore puro, sincero, perfetto.
Mi ha protetta da urla e mi ha fatto urlare, mi ha scaldato il cuore quando le fredde mancanze di emozioni mi congelavano lentamente, mi ha dato un coraggio immenso e mi ha donato le più dolci e sincere lacrime della mia vita. Perchè con lei ogni dolore è paradiso.
Mi ha fatta soffrire, arrabbiare e ridere. Lei è tutto e il contrario di tutto. Contraddizione e Coerenza. Mi ha fatto e mi sta facendo vivere.
Quando lo voglio lei c'è. Mi basta solo pensarla, che tutto diventa leggero e prende la forma che voglio, e niente può colpirmi, niente può sfiorarmi quando c'è lei che mi protegge. E non mi importa del resto.
E' lei a sussurrarmi all'orecchio consigli non sempre chiari da interpretare, ma sicuramente giusti.
Il tempo con lei si agita e corre, rallenta e si rilassa, tutto suo piacimento. E i battiti del cuore la seguono ipnotizzati...Si affievoliscono collassando, e accelerano fino allo stremo delle loro forze, come impazziti. Lei può tutto per chi la ama.
Mi irradia di luce e mi avvolge nell'ombra, mi fa vibrare l'anima. Devo solo scegliere come e lei lo farà. Tutto quello che voglio devo solo chiederlo.
La mattina mi culla dolcemente tra le sue morbide braccia e mi scalda con il suo corpo, così inconsistente ma il più vivo che abbia mai sfiorato.
Per strada mi tiene la mano, mi urla che non sono sola, che c'è lei insieme a me, che baderà a tenere questo schifoso mondo fuori da quello che lei ha creato per me. E lì mi fa compagnia. Cammino e mi guardo intorno.
Colora il mondo e lo fa brillare, sotto i riflessi dorati del sole e attraverso la limpida aria che mi scorre dentro.
Logora il mondo, lo distrugge, e tutto muore sotto il suo tocco d'odio e ribellione. Scheletri di gente giacciono sul freddo asfalto sporco.
Il mistero l'avvolge di tenui colori quando mi viene in sogno la notte. Quella notte diventa la più bella di tutte.
Lei c'è e ci sarà sempre nella mia vita, e non posso far altro che ringraziare il mondo da cui scappo ogni giorno di aver fatto fermare la mia vita e avermi fatto incontrare lei. E ringrazio lei, ragione dell'intera mia esistenza.
Troppe volte mi hai fatta rialzare e mi hai salvata. E alcune volte per farlo mi hai lasciata cadere.
Grazie, M u s i c a . . .
![]() July 15 ***Quando l'aria fredda dà al cervello***Da tanto non scrivo...
Sono stata fuori, a Oxford, due settimane. Una delle esperienze più belle della mia vita. Quanto mi ha dato e quanto si è presa di me questa vacanza...
Mi ha reso consapevole del fatto che io non sono fatta per Roma.
Avete mai ascoltato il rumore di una sigaretta fumata dal vento?
Quel suono pizzicato e scoppiettante, con tante scintille, di una Benson & Hedges magari, di quelle pesantissime che ti logorano la gola e che ti fanno star male ad ogni tiro solo per il fatto che costano 5 sterline e 50. Fumate poi da quel vento freddo che ti entra dentro, ti apre i polmoni, si insinua nel sangue, che lo fa scattare forte, e prende le ossa...Pelle bianca e gelata...Aria frizzante ma che ti fa star bene e ti tiene sveglia la notte a parlare e parlare di politica o musica o cazzate con un paio di amici, aspirando ad un polsino. Aspettare i "lividi del cielo", vederlo che si accende pian piano e rendersi conto che una notte è volata via, portandosi appresso tante cose che ha regalato durante la sua permanenza...Il sole che colora i prati così perfetti e l'albero maledetto e il cimitero e li sfuma mano a mano che sale + in alto, coperto dalle dolci
nuvole, costantemente malinconiche e pronte a piangere. E il freddo che è pungente a quest'ora, ma che te non lo senti nemmeno + quando dopo un'ora di piscina, se decide di uscire bagnati e in costume con 9° fuori.
Sensazioni...Pazzie...
Nulla ti ferma. O quasi. Il cimitero chiama. Lapidi fredde e vecchie, unico prato incoltivato, un Gesù...Che ride per il solletico ai piedi. Pacchetti di sigarette incastrati in mezzo alle sue gambe...Delle Bibbie e un Dio troppo divertenti in queste giornate così piene.
![]() E chiudere un attimo gli occhi mentre viaggi su un pulman ascoltando la musica sapendo che l'aria che respiri è aria nuova, aprire gli occhi e capire che la vita è qua...Case perfette, chiese gotiche, stradine incantevoli, negozi agli angoli, verde e gente che passa distratta, così aliena.Ma chiudere gli occhi per davvero sembra impossibile...Non si può dormire, non per perdere la vita che c'è. Perchè anche quando sembra di osservare da solo tutto ciò, ci sono persone che convidono con te tutto. La vita non si ferma. Risate, chiacchierate, sberle, che imbottiscono le ore...Si parla nei corridoi lunghi...Che si muovono e si bagnano...Gente fantastica che ha condiviso letti, bagni, pantaloni, magliette, cibo, vita. Gente per la quale la notte si dorme in 5 in due letti singoli. Gente con la quale inizi cantando Otherside dei Red Hot e finisci cantando Bella Ciao e Rigurgito Antifascista...Troppe "Solonne Conore" ci sono state...Belle.
![]() Cazzate che hanno reso tutto ciò incredibile. Mi sveglio e ogni mattina penso che sia stato solo uno splendido sogno...Ma le foto, i numeri scritti sul cellulare e una bruciatura sul braccio mi vengono sempre a ricordare che quei 14 giorni ci sono stati, e rimarranno nel cuore di molte altre persone.
***Grazie ragazzi...Difficilmente vi dimenticherò***
PO PO PO PORCO DIOO!!!
May 25 °*The End Of Our Soul*°The End. Fine.
Tutto finisce. Attimi amati, giorni vissuti veramente, anni meravigliosi o orrendi, stagioni calde e fredde, età, ere, film, mode...Tutto. Sempre.
E' normale, è una delle leggi fondamentali della natura, è ciò per cui l'uomo si danna, è ciò che non fa vivere...
Io riesco a sentirla dentro. La mia fine. Ogni volta.
Già...Tutti avranno in mente quella sensazione di stanchezza...Hai solo voglia di spegnere il cervello, di accucciarti da una parte e far finta che il mondo non esista. Vuoi fare tutto ciò che ti piace, vuoi scappare dai tuoi piccoli doveri quotidiani...
Chiudi gli occhi. E capisci che qualcosa ti sta muorendo dentro.
Cieca, ti muovi senza un motivo apparente, sorda, capisci solo quello che vuoi, e te ne stai muta, con una strana fretta dentro di te a cui non riesci a dare un significato. Non puoi capire cosa ti succede.
Non puoi e basta. Perchè è la natura. Ma non c'è da spaventarsi. Te lo spiego io cos'è che accade. Semplicemente quella bell'anima che possedevi è andata pian piano marcendo sempre più, agonizzando, succhiando disperatamente tutte le tue energie. Non è niente di grave. E' solo un processo lento e un pò doloroso.
Ma nella maggior parte dei casi passa. Devi solo avere pazienza ed aspettare e riposare e andare in letargo. Cosa diventerai dopo il tuo letargo? Non lo sai.
E c'è gente che ha paura. C'è gente che non è abituata ai cambiamenti, che si sente sicura così com'è, che passi avanti non li vuol fare.
Decide semplicemente di tenersi la sua anima, di non lasciarla andare via, di non farne rinascere una nuova.
Questa gente muore. Intendo dentro. L'anima marcia si annida sempre più dentro e soffoca quella nuova.
E questa gente rimane constantemente in bilico, con quella fretta dentro, quella stanchezza e quella voglia di essere esclusa dal mondo. Queste persone sono rare e forse sono da ammirare, così deboli e così forti.
![]() Ma la natura non vuole questo per te. E tu che non sei raro reagisci.
Ora apri gli occhi.
Riesci a vedere? I nuovi colori, le nuove forme, e i suoni che ti entrano dentro. Senti gli odori? La freschezza? E' la tua nuova anima.
Perchè, come ho detto prima, tutto finisce. Ma dopo ogni fine c'è un nuovo inizio, per tutti e tutto. Nuove stagioni dell'anima, lacrime di sentimenti diversti tra i nuovi occhi, sorrisi freschi e ancora poco usati solo per convenzione...
La vecchia era è finita. Una piccola parte di te è cambiata, se n'è andata via, che tu l'abbia voluto o no. E anima dopo anima girandoti indietro non ti riconosci più. E chissà cosa sarai...
Una nuova anima potrebbe essere più marcia di tutte quelle vecchie...
E tu...Ti sei ricordato di fare il cambio di stagione? [Ogni riferimento/allusione a persone o fatti è puramente casuale...O forse no...] April 11 ***Drugs***Droga...Come va interpretato il termine droga? Si parla di eroina, cocaina, LSD o "l'essere drogati" può essere anche uno stato d'animo oltre che ad uno fisico? Io penso di sì. Si può essere drogati in varie situazioni, a tutti è capitato d'altronde, ma forse qualcuno non se ne è reso ancora conto. Gli effetti sono gli stessi della vera droga..
![]() Un bel giorno, mettiamo caso il 7 aprile, ne assumi una gran dose. E' un pò strano all'inizio, sì. Cominci a non realizzare bene quello che ti capita, sei troppo presa a cercare di ascoltare quella sensazione che hai dentro, quella che sta crescendo pian piano. Ed ecco che la dose comincia a fare effetto, si insidia dentro di te. Giri per strada con le ali ai piedi, tutto ti sembra colorato e fin troppo allegro. Magari al cinema, non ti accorgi nemmeno che non stai seguendo minimamente quel film...Tutto è ovattato, imbottito di calore e pace. Paura? E cos'è? In quei momenti i tuoi problemi ti scivolano via, non ti sembrano più così importanti. E così giri per strada, leggera, e non ti rendi conto della gente che c'è, non ti rendi conto di quello che accade, non ti rendi conto del mondo che continua ad andare avanti mentre te sei ferma e ti sembra che il tempo si sia bloccato per sempre, in quello stato di paradiso. Ridi, chiudi gli occhi per un attimo e respiri quell'aria che ora non ha più la stessa consistenza, fumi quella sigaretta che non ha lo stesso sapore. Niente può spaventarti quando sei fatta. E niente può non spaventarti, perchè tutto prende altre forme. Ma ecco, dopo ore stranissime passate nel tuo fantastico e morbido mondo, l'effetto scompare. Tutto d'un tratto. E ti chiedi: Che fine ha fatto quella spensieratezza? Quel ridere delle cose futili? Dov'è? La rivogliooo!!
Il giorno dopo ti svegli e sei isterica. Cammini di qua e di là ansiosamente e, inquieta, tratti male tutti. La vuoi. Ma non puoi. E' impossibile, devi aspettare almeno 4 giorni, a causa di alcuni problemi e delle festività. E vabbè te ne fai una ragione piano piano e aspetti impazientemente quel giorno. Non sai cos'accadrà, non sai se sarà la stessa cosa, se quella dose ti farà riprovare le stesse cose dell'altra volta. Ma questi dubbi dopo non te li fai, perchè non ti importa, tu vuoi farti ancora e ancora...
Quel giorno arriva...Mettiamo caso che sia un mercoledì. Ti alzi, in ritardo, la sveglia non suona. Ahio, appuntamento rimandato, un'altra ora in agonia. Ti vesti subito senza starti a guardare tre ore come al solito allo specchio e corri.
Finalmente sei lì. Ecco. Un'altra dose. Questa è meravigliosa, più bella dell'altra volta, mio dio che bello. E sarà sempre meglio, pensi. A scuola non ascolti nulla ovviamente, troppo impegnata nel tuo mondo. Ti senti benissimo, soddisfatta, piena dentro di belle cose. Già...Ma la gente prima o poi lo viene a sapere...Te lo legge in faccia, lo capisce subito. E c'è chi ti dice di smettere subito finchè sei in tempo, perchè è pericoloso poi sarà difficile uscirne, e c'è chi ti dice di continuare, perchè è la sensazione più bella che c'è.
E io, non sapendolo, da quel momento, o forse da molto prima, ho fatto una scelta e sono diventata una drogata.
...E ciò è fantastico! Perchè tutto questo non è nato da una siringa, una sniffata o un tiro di canna. Tutto questo è nato da una persona, perchè mi sto drogando di lei...
Ecco perchè parlo di stato d'animo quando dico di essere drogata. Ed ecco perchè adoro la mia droga. [l'inizio di una lunga tossicodipendenza???XD]
April 02 ***Words***
Bene...Mi ritrovo di nuovo qui a scrivere dopo un bel pò di tempo, e le domande sorgono spontanee:
Di cosa parlare? Come usare le parole per descrivere gli episodi più belli? E soprattutto, quali sono le cose importanti da dire, dopo mille emozioni e sensazioni? All'inizio queste tre domande erano volte al mio intervento, poi ovviamente, sapete come sono...Ho allargato un pò le vadute e ho ragionato in grande, come al solito...ufff. Parlare sembra la cosa più facile del mondo, quando invece non lo è per niente.
![]() Le parole sono ambigue. Sono come palline matte, che se tirate contro un muro ti ritornano indietro colpendoti, ma che se fatte scivolare lungo una discesa continuano a rotolare e a rotolare e ad andare sempre più in profondità. Le persone possono essere muri o discese. E quando parli devi sempre calibrare il tiro, altrimenti finirai col farti male o col colpire gli altri troppo violentemente. Bisogna conoscere le persone per poter permettersi di parlare seriamente con loro, bisogna scoprire se sono muri o discese.
"Ebbè...Ma quanto può far male una pallina matta?" voi direte. Tanto, perchè questa strana pallina chiamata parola ti colpisce al cuore.
Bè, ovviamente non sempre. Ora ognuno di voi sta prendendo un pezzo della mia vita, lo sta buttando da una parte, in mezzo ai suoi mille ricordi soffusi e sta per chiudere la finestra, im maniera del tutto indifferente. Voi il muro, io la discesa.
Quindi bisogna sempre usare le giuste parole...
Nessuna ha mai lo stesso significato, nessuna può essere scambiata con un'altra. Ognuna ha un diverso valore, più o meno importante a sconda dei casi. E bisogna essere bravi a incastrarle proprio nei momenti che più gli si addicono.
Già, perchè alcune parole riempiono silenzi imbarazzanti dandoti sollievo, ti accarezzano e ti danno forza nei brutti momenti. Altre semplicemente descrivono quello che sei attraverso ciò che fai: esse si trovano nelle tue urla di rabbia e di paura, nei tuoi pianti singhiozzanti durante le giornate no, nelle tue risate con gli amici nei momenti di cazzeggio, nei tuoi disperati tentativi di non sentirti solo.
Staresti ore e ore a parlare...Di te, di lui/lei, di stronzate e di cose serie, non importa nemmeno con chi, perchè in quegli attimi pensi che sia la cosa più bella e più giusta da fare. Ma per quanto le parole, agganciate l'una all'altra, diventino un qualcosa di geniale, c'è sempre qualcos'altro che le supera. E' un qualcosa che all'improvviso le rende futili, inutili. Alcune volte sono costrette a passare in secondo piano, causa: la loro superficialità.
E' un qualcosa di magico, che contrasta la ferrea logica delle parole. Può sembrare stupido ma è così. Quel feeling, quell'atmosfera nell'aria che respiri, quella strana sensazione di solennità, quell'attimo delicatissimo, che una parola può distruggere. Ma basta solamente uno sguardo, e le parole non contano più. Un gesto semplicissimo in quel momento magico può sembrare la cosa più grande che possa mai capitare. Un pensiero, un'intuizione, quell'attimo fuggevole rimane dentro di te. E d'improvviso non importa se la persona davanti a te sia un muro o una discesa, perchè ora non contano + le parole. Ora conta solo quella piccola magia che senti.
Come fai a descrivere questi singoli episodi con delle parole? Sembra che le parole adatte non siano state ancora inventate.
Esse non hanno potere di fronte a tutto ciò. E in un blog, nè in un libro possono essere descritte.
Ho scritto un intervento e non ho parlato di nulla. Sono proprio Arianna, eh sì U_U March 07 C'era una volta... C'era una volta una bambina, proprio come tutte le altre, proprio come devono essere i bambini di quell'età. Viso pulito, senza nemmeno un brufolo, capelli naturali e lucidi e sempre pulitissimi (grazie alla mamma che ogni volta faceva una lotta per farle fare il bagno), occhietti vispi e sorriso furbetto. Era brava, un pò vivace, andava bene a scuola, aveva tanti giochi che la divertivano e tanti amici a farle compagnia. Era un'ottimista! Amava i suoi pupazzi di peluche, con i quali inventava incredibili storie con la pericolosa partecipazione degli ombrelli, amava le Barbie, con i loro mille vestiti, così perfette e simpatiche, ma più di tutti amava i Lego, quelle divertenti costruzioni. Lei costruiva sempre una casetta con i mattoncini e ogni volta faceva salvare al piccolo omino delle costruzioni gli animali dello zoo, facendoglieli nascondere in casa. Quanto si divertiva! Anche lei con le sue amiche aveva un piccolo e ingenuo segreto da custodire gelosamente, che rendeva il loro rapporto ancora più speciale e più misterioso. Litigava con i maschi della classe perchè loro volevano giocare a calcio mentre le femmine a pallavvolo. Amava le recite di fine anno che si facevano a scuola. Si sentiva molto fiera di fare la parte della principessa in terza elementare, e ancor di più con la parte del Lare ne "La pentola di Plauto". Aveva una voce abbastanza potente e quando saliva sul palco, vinta la paura inziale, non voleva più smettere di recitare. Studiava musica e imparava le note e le filastrocche e le maestre le davano le stelline colorate ogni volta che era brava. Nessuna preoccupazione le sfiorava la mente.Era una bambina. Era ingenua, spensierata, esuberante, vanitosa, libera perchè inconsapevole. Siamo stati più o meno tutti così, no? Lei non pensava al futuro. Viveva giorno per giorno dentro la sua piccola bolla fatta di sicurezze. Era una bambina. Era piccola. Non si rendeva conto che i giorni a sua disposizione erano pochi ormai. La bolla sarebbe scoppiata... ![]() Crebbe. 15 anni. Uguale e diversa da tutti nello stesso tempo. Adolescenza. Ora aveva i capelli rossi perchè con i suoi si sentiva inadeguata, non si sentiva lei. Cintura borchiata, T-shirt di gruppi di cui "solo pochi eletti possono essere in grado di sentirne la musica" secondo lei. Occhi ormai spenti dagli stancanti avvenimenti della vita ma messi in risalto il più possibile dalla spessa linea nera, che cercava disperatamente di renderli vispi come una volta, invano. Brava, pazzissima e noiosissima. Quasi sempre corretta, moralmente parlando. Ora non aveva più giochi. Odiava i giochi. Odiava più di tutti le Barbie. Zoccole, puttane. Aveva amiche a cui non serviva più un misero segreto per poter ritenersi "speciali", bastava volersi bene. Ora aveva anche come amici i tanto odiati maschi con cui rideva e scherzava più tranquillamente di prima. Odiava recitare. Non era più adatto a lei. Non le piaceva trovarsi in mezzo ad un palco, non le piaceva sentirsi giudicata. E poi ora le tremava la voce. Alla recita sulla Shoah si era rifiutata categoricamente di fare l'attrice. La musica l'aveva fatta soffrire troppe volte. L'aveva odiata e poi riamata. Suonava la chitarra elettrica finalmente. Ascoltava il metal con il cuore. Disegnava e cercava di trovare la sua strada. Perchè ora non viveva più la vita giorno per giorno. Ora lei era il suo futuro. Ora sapeva che la sua vita sarebbe dipesa da lei. Sapeva che le domande da porsi non erano ancora finite, e sapeva anche che non sarebbero mai finite. Ora sapeva che il mondo dà e toglie. Che bisogna mettere dedizione nelle cose che si fanno, che bisogna trovare uno scopo.
Lei lo stava trovando. Forse lo aveva già trovato.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La favola finisce così. O meglio, non è finita, ma è il punto in cui la 15enne bambina si trova ora. Forse un giorno continuerà la sua storia, perchè sa che ci sono troppe incertezze in lei e nel domani per poter scrivere ora con decisione cosa ne sarà del suo futuro. Forse cambierà. Forse sarà sempre lei, ma questa favola incompleta una morale ce l'ha appunto per questo.
Le esperienze sono tutto. Si nasce e si cresce tutti nella stessa maniera, e siamo tutti più o meno uguali. Poi qualcosa cambia. E sono appunto le diverse esperienze a cambiarci. Ma perchè due persone si ritrovano ad essere così diverse dopo esperienze di vita uguali? Cosa c'è nella nostra mente che ci rende unici?
Le incertezze della ragazza/bambina sono le nostre...Quasi tutti quelli che leggono questo blog sono come lei. Uguali ma diversi. Diversa personalità, stessi dubbi. Tutti devono crescere. E questo messaggio è dedicato soprattuto ad una persona. Pensate al futuro perchè è l'unica cosa che abbiamo e che diverrà il nostro presente. Pensate alla bambina e pensate che niente è impossibile. Se volete cambiare la vostra vita, bè, fatelo.
------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- January 29 ...::***Un ricordo***:::...
Scrivo solo ora, reduce da 5 lunghi giorni di malattia...E scrivo per dire una cosa. Anzi, per RICORDARE.
Chi di voi l'ha fatto veramente? A me il 27 gennaio ha deluso...Con tutto il cuore. Si è parlato solo superficialmente dell'olocausto, o almeno per me non è stato abbastanza. La sera solo "La7" aveva mandato in onda film dedicati allo sterminio. Purtroppo è dura per tutti, e non sempre va di affrontare un argomento del genere, nemmeno a me sinceramente. E alla fine sappiamo tutti di che si tratta. Diciamo che molti hanno interpretato quella giornata come un momento per stare in silenzio e vergognarsi di com'è il mondo, degli orrori subìti, delle torture atroci, delle fini penose...E' brutto ricordare, ma è una cosa da fare. E in questi casi sapete cosa faccio? Chiudo gli occhi, e immagino la campagna inglese, piena di colline e qualche castello in lontananza (magari la campagna inlgese non è così, ma non me ne frega niente, è come la immagino io)...Mettiamoci anche qualche quercia qua e là e un boschetto in lontantanza...Tutto è di un verde brillante. Immagino un cielo azzurro, con qualche nuvoletta di bianco zucchero filato e il venticello fresco che accarezza le foglie degli alberi e le fa sussurrare. Immagino di montare un cavallo bianco...Di galoppare e galoppare e galoppare, di sentire il rumore dei suoi zoccoli sul prato fresco di rugiada...Il vento fra i capelli (ebbene sì, fra i capelli rosci tinti)...Immagino di chiudere gli occhi, sentire la velocità di quella corsa, di urlare ininterrottamente alla Xena principessa guerriera, emozionarmi come le prime volte in cui imparai a galoppare...Ecco la mi idea di libertà e serenità. Immagino, navigo per gli infiniti canali della fantasia, per non pensare a tutto ciò che c'è di brutto, anche se tutto questo può sembrare un controsenso con ciò appena detto. E per il giorno della memoria io spero che tutte le vittime dei campi di concrentramento possano trovarsi nel posto che io immagino sempre, nel mio paradiso personale. Regalerei loro il mio se sapessi che loro hanno dimenticato come sognarlo...E improvvisamente il mio paradiso si fa di mille, milioni di colori...Sono loro. Si, forse ho regalato loro qualcosa. In fondo è solo un pensiero.
January 05 Happy New YearAll'inizio volevo creare questo blog per poter esprimere solo una piccola parte di me, e dar + spazio alla fantasia...Perchè alla fine a quasi nessuno gliene frega niente dei fatti miei, meglio non annoiare la gente...Solo che in questo periodo me ne sono successe troppe. Penso che l'anno più bello della mia vita abbia dato inizio al più terrificante della mia intera esistenza. Ed è per questo che non me ne frega un cazzo se vi annoio con le mie parole, io ho bisogno di scazzarmi un pò e lo farò qui, e se non volete leggere andatevene a fanculo da un'altra parte (puro, semplice e conciso).
Ecco qui cosa ho provato in questi 5 giorni (in ordine cronologico): noia, rabbia, angoscia, ansia, amarezza, delusione, senso di non appartenenza, rassegnazione, paura, disperazione, tristezza, disprezzo, senso d'impotenza, ira...Purtroppo sono ignorante e non so descrivere le altre sensazioni che provo...Ma cominciamo dal principio, da dove vi ho lasciato... 25 Dicemre 2006: apertura dei regali. Malgrado avessi chiesto di non ricevere niente mia nonna e alcuni ignoti (forse parenti?) hanno voluto fare di testa loro...Ecco qui dunque l'orecchino d'oro...Purtroppo non ho azzeccato sui calzini...Ho ricevuto un completo intimo (io:"bellissmo lo metterò sempre grazie Mariella, no non ti preoccupare non è piccolo" e intanto pensavo che sarebbe stato perfetto come copertina per la cuccia del gatto), però ci ero vicina dai...noia.Il capodanno, che avrei dovuto passare con i miei amici, l'ho passato in un fottutissimo teatro a vedere una merda di spettacolo...non dico altro...rabbia. Ma arriviamo al bello...1 Gennaio 2007, sera: mio padre apre la mia borsa e scopre le mie Chesterfield blu...Io mi invento la prima balla per la testa e gli dico che sono di Giulia...angoscia. Poco dopo: mia madre trova dentro al portafogli le cartine...A quel punto confesso...ansia. Mia madre mi insulta...amarezza. Non ha capito niente di quello che cercavo di farle capire...delusione. I miei non mi parlano +, come se non avessi + famiglia...senso di non appartenenza. E mia madre continua a non parlarmi, ormai so che posso parlare apertamente solo con Buffy...rassegnazione. Mia madre mi scrive una lettera tramite Word, mi dispiace per lei...vergogna. Mi chiama Giulia e mi dice che un nostro amico ha una meningite, ed è grave...paura. Guardo i sintomi della meningite e mi faccio spiegare meglio quello che ha avuto...disperazione. Mi calmo e ripenso ai momenti passati insieme e a tutte le risate che facevamo...tristezza. Ci sono migliaia di persone che meritano di soffrire, ed è lui a stare male, chi è che ha ancora la forza di credere in Dio?...disprezzo. Mi dicono che non può ricevere visite, quindi non posso fare proprio nulla per lui...senso d'impotenza.
Mia madre avverte la madre di Giulia che lei e "sua figlia" si fanno le canne, Giulia si arrabbia con me e io con mia madre che non si fa mai gli affari suoi, se la sente molto assistense sociale...ira. E ora...Come sto??? Di merda, ovvio...Spero che tutto questo finisca...E pensare che domani è il mio compleano...Non venite a cercarmi sotto casa con una spranga in mano quando leggerete le seguenti parole, ma voglio che ricominci la scuola...Per fortuna che ci sono gli amici per questi momenti...Vi amo! Felice anno nuovo a tutti... ![]() December 17 ...Merry Christmas...Non fa freddo per essere il 17 dicembre, e dire che l'altr'anno qui a Roma ha nevicato, anche se per poco...
![]() Il mio albero di Natale è di un bruttezza sconvolgente. Quest'anno non avevo proprio voglia di farlo, così ci ha pensato mia madre...Ed è veramente osceno...Tutto colorato, con palle mischiate, di tutte le dimensioni; io di solito lo dividevo in fasce colorate, ma non me ne è fregato più di tanto...E vabbè pazienza... Mio padre ha fatto il presepe, sapete com'è, lui ci teneva tanto...E io, che (al contrario di lui) so che Dio non esiste e che se c'è non vale la pena di onorarlo così, nemmeno c'ero quel giorno...E vabbè pazienza... Il pianoforte in camera mia questo dicembre non sarà suonato da nessuno...Nessuna stupida canzoncina di natale prenderà forma da quell'insulso strumento, non ci sarò + io seduta lì davanti con lo spartito di Stille Nacht, tutta intenta cercare di non sbagliare le note...E vabbè pazienza... Non vi parlo nemmeno della sera di Natale...Mi aspetterà una serata noiosa che più noiosa non si può con i miei parenti, che sinceramente preferirei passare a casa MIA sotto il piumone con la mia gatta Buffy e un film in tv...Ma questo non è possibile, e vabbè pazienza, tanto il prossimo dicembre sarà fra 11 mesi... Non mi aspetto nessun bel regalo, ma non ha importanza, perchè non voglio nulla (a parte la chitarruzza elettrica che mi faccio con i soldi miei e dei miei genitori), non ho bisogno di orecchini d'oro bianco e di calzini multicolori e ste cazzate qua, perchè tanto so che come tutti gli anni sarà questo quello che riceverò...E vabbè pazienza... Non so se si è capito il concetto fondamentale, cioè che il Natale mi fa schifo. Non so precisamente quando ho cominciato ad odiarlo così, saranno stati 2 anni fa forse. E non so nemmeno il motivo preciso di questo mio disprezzo, boh...Forse perchè a Natale c'è tutta questa ipocrisia nell'aria, questo voler essere buoni. A scuola stanno raccogliendo dei soldi per i bambini malati e per i poveri. Guarda caso a Natale, così se hai fatto la merda per tutto l'anno sputando in faccia ai barboni subito ti senti meglio...Ti sei riscattato, capito... Ormai il Natale è sorpassato, non c'entra + niente col 2006, a nessuno frega + nulla del vero spirito del natale, nemmeno a me. I ragazzini tanto vogliono solo i regali...Fategliene il doppio al loro compleanno e vedrete che Babbo Natale lo piglierano a calci in culo. Detto questo...Vi piace il Natale? Meglio per voi...Continuate a prendervi in giro da soli se davvero è quello che volete!!!
Perciò io vi saluto...Non so a quando il prossimo intervento, se dopo natale o addirittura a gennaio 2007... P.S.: comunicazione per Giulia Gloria e Flavia: tocca farci regali di Natale a vicenda??? December 04 I miei assurdi e sconclusionati ragionamentiPensavo... ![]() Oggi dopo pranzo abbiamo mangiato dei dolci...Sapete no, di quelli perfetti, bellissimi, che ti viene l'acquolina solo a vederli...Bè, sarà stato per la mia solita goffaggine, ma un pezzetto di cioccolato m | |||